Andrea Artioli mostra le sue creazioni
Severino Artioli crea una forma di legno negli anni '90
Dedica del regista Billy Wilder a Vito Artioli, 1993
Andrea Artioli con un famoso giocatore di basket

La Storia

Dagli anni '90 a oggi

Dopo il crollo del muro di Berlino, i mercati dell’Est europeo, con la comparsa di nuovi ricchi, diventano importanti per Artioli che, con Andrea che si afferma sempre più nella ditta, conta svariati punti vendita in Russia, nelle repubbliche ex sovietiche CSI, come Ucraina, Uzbekistan, Kazakistan etc., e poi in Giappone, Cina, Malaysia, Singapore e Australia. La fortuna dell’impresa si deve anche alla capacità di seguire i nuovi mercati che, con il passare del tempo, e la globalizzazione, si aprono. Oggi, ad esempio, Vito Artioli prevede di aprire dei punti vendita anche in India, confidando nella rapida crescita economica di questo paese. Nel 2004, a novantanove anni e sei mesi, muore Severino Artioli, fondatore della Star e da sempre vicino e solidale al figlio Vito e al nipote Andrea nelle scelte aziendali. Oggi, Vito e Andrea Artioli sviluppano la struttura dell’impresa e hanno cominciato ad assumere nuovi collaboratori che li possano coadiuvare nella gestione aziendale, pur mantenendo, però, una struttura il più possibile vicina all’impresa familiare.

Questa è considerata infatti l’unica in grado di permettere piccole produzioni e grande qualità, e quindi garantire l’alto pregio del prodotto, senza soggiacere a necessità di fatturato.

Il Calzaturificio conta oggi circa 100 dipendenti e può contare sulla collaborazione di maestri artigiani per lavorazioni specialistiche di articoli di alta qualità e grande pregio. Artioli è ormai in grado di aprire negozi monomarca in tutto il mondo che offrono l’intera gamma di abbigliamento e accessori in pelle, personalizzati stilisticamente e coniugati con lo stile di vita italiano. Vito Artioli ha finora disegnato più di 90.000 modelli di scarpe e pelletterie con innovazioni che sono state via via copiate nel tempo e che tuttavia ha rinunciato a tutelare brevettualmente puntando invece sulla continua innovazione del prodotto.

dagli anni '90 a oggi