Le origini. Dal 1918 al 1944

Home » Le origini. Dal 1918 al 1944

Ferrarese di nascita, nel 1912, Severino Artioli, all’età di soli sette anni, si reca a bottega, nel doposcuola, per imparare il mestiere di calzolaio. Alla fine della guerra, acquista un banchetto con tutti gli arnesi necessari e comincia a lavorare per proprio conto.

Le calzature, infatti, sono ancora tutte fatte a mano, su misura, e sono rare le esperienze di industrializzazione della lavorazione della scarpa.

Fra queste, nasce proprio a Ferrara una delle prime fabbriche di calzature pret à porter, la Zenith, che avvia la produzione con macchine di provenienza statunitense prese soprattutto a noleggio.

Severino Artioli viene assunto da questo calzaturificio, facendo rapidamente carriera al suo interno. Le speranze di nomina a direttore, dopo la morte improvvisa del proprietario, di cui Artioli è il beniamino, vengono però disattese dalla scelta, per questa posizione, di un altro tecnico.

Severino Artioli, offeso e deluso, si licenzia quindi dalla Zenith e inizia un lungo periodo di consulenza in vari calzaturifici per tutto il centro e il nord dell’Italia. Nel 1932, Artioli diviene dirigente del Calzaturificio di Tradate; una ditta piuttosto grande, in verità, che contava negozi a Milano, Torino e Roma.

Tre anni dopo, anche per evitare la chiamata alle armi per la guerra di Abissinia, lascia Tradate e lavora per il calzaturificio Battistini di Forlì, fornitore di calzature per l’esercito. Artioli è esonerato dalla chiamata militare e ciò si ripete anche quando nel 1940 ritorna al Calzaturificio di Tradate come direttore generale.

Intanto il desiderio di creare una propria fabbrica cova come il fuoco sotto la cenere: esattamente un giorno dopo la fine della guerra Severino si reca dal titolare e annuncia l’intenzione di mettersi in proprio.

2018-08-06T10:20:37+00:00